Corro ma non mi distruggo ! PDF Stampa E-mail
Scritto da Fulvio Massini   
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Creosoto dei Monty Pyton...
Gestire le abbuffate a tavola e smaltirle con l'allenamento...

Capita spesso di sentire persone più o meno giovani che vivono la corsa come un modo dove scaricare i propri sensi di colpa causati da eccessi alimentari. Prima di affrontare in modo piu’ dettagliato il problema è bene ricordare che la pratica della corsa deve svolgere il ruolo di...

...migliorare la qualità della vita e quindi... deve essere un aiuto a ritrovare certi tipi di equilibri che possono, talvolta essere stravolti per vari motivi.
Iniziamo  ad analizzare vari casi indicandone la soluzione più appropriata. 

1) Mangio quanto voglio e cosa voglio tanto poi vado a correre. E’ questo un “classico”. Ci sono persone che  seguono regimi alimentari piuttosto rigidi per tutta la settimana poi arrivano, magari, nel w.e. mangiano di tutto per poi “sciropparsi“ molti più km del solito inserendo percorsi con salite e discese. Per assorbire gli alimenti di una abbuffata non bastano poche ore, talvolta può trascorrere anche oltre un giorno. La corsa richiede non solo impegno da parte dei muscoli della gambe, ma di tutti i muscoli e di tutti gli organi. Infatti per mantenere la postura durante la corsa è necessario lavorare con le braccia, le spalle, addominali, dorsali. Digerire è una fatica anche se di importanza vitale. E’ chiaramente un impegno molto gravoso per l’organismo facilmente monitorabile indossando un cardiofrequenzimetro e confrontando i valori di pulsazioni al minuto praticando altre attività sportive di tipo aerobico a velocità costante con impegno respiratorio leggero. Se andate in bici pedalando in pianura parlando  tranquillamente con il vostro compagno di gita, le pulsazioni al minuto sono inferiori rispetto ad andare a correre con il vostro amico sempre parlando tranquillamente. Il lavoro che devono fare gli organi per creare le condizioni affinchè grassi e zuccheri in presenza di ossigeno possano essere utilizzati per dare l’energia necessaria è indubbiamente molto elevato.

Il voler “strapazzare” l’organismo dopo una mega mangiata con un mega allenamento è  un errore che crea solo affaticamento ulteriore agli organi della digestione e non consente di ottimizzare la prestazione durante la corsa. Avviene infatti “un furto di sangue” dagli organi della digestione verso muscoli con il risultato finale abbastanza prevedibile ovvero: peggioramento della digestione, eccesso di affaticamento durante la  corsa, evidenziabile spesso anche nelle ore successive. In sintesi è questo il caso in cui correre serve a star male e non a star bene. La potremo definire, giusto per fare una battuta, “la sindrome delle feste natalizie” perché è un fenomeno facilmente riscontrabile proprio in questo periodo dell’anno. Cosa fare. Dopo una bella mangiata è certamente sbagliato anche sdraiarsi e fare una pennichella, quindi se possibile dovrebbe essere fatta prima di tutto una passeggiata di almeno una mezz’oretta. A pensarci bene anche dopo cena è possibile andare a fare 4 passi con i commensali a parlare del più o del meno. 

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Ciò non è possibile se fuori c’è il “diluvio universale “o se fa molto freddo altrimenti si. Se comunque siete costretti a dover “ saltare “questa fase allora potrete passare alla fase successiva che prevede di correre da 20’ ad un oretta non di più a ritmo di respirazione facile la mattina a digiuno. In sintesi dovrete alzarvi bere un paio di bicchieri di acqua vestirvi da running e via. Correre lentamente a digiuno dopo alcune ore dalla vostra supermangiate servirà a farvi espellere una buona quantità di grassi. Se riuscite per ottimizzare meglio gli effetti della corsa a digiuno provate a non fate colazione per almeno 60-90’ dopo la fine dell’allenamento, vedrete, ritornerete in perfetta forma in tempi molto più brevi. Continuate la corsa lenta in pianura anche per le  48 ore successive dopodichè potrete riprendere i vostri normali allenamenti. Se correte sul treadmill non corte a pendenza 0 ma a pendenza 1%. La mega mangiata deve essere assolutamente evitate delle 48-72 ore che seguono la gara

2) Devo allenarmi duro perché dopo devo fare una mangiata. Questo è un altro dei classici errori che vengono commessi abbastanza spesso. Un mangiata è un po’ come una gara. All’organismo stra-mangiare e stra-bere soprattutto alcool costa molto perché se è pur vero che lavorano prevalentemente i muscoli della mandibola, dobbiamo considerare gli organi della digestione, gli stessi dove avvengono le reazioni chimiche che consentono di utilizzare i macroalimenti ed i microelementi sono sottoposti ad uno stress non indifferente. Quindi capisco che ogni tanto, possa venir voglia di mandare al diavolo tutte le varie privazioni e diete, ma per non farsi completamente del male è forse pensare cosi come abbiamo visto l’allenamento post abbuffata ad un allenamento pre abbuffata. Si ormai siamo arrivati al punto che bisogna allenarsi anche per magiare, meglio così perché significa avere maggiore rispetto del nostro organismo e quindi del vostro equilibrio psicofisico. Quindi prima di ogni mangiata è  consigliabile fare un allenamento blando senza prove ripetute senza correre in salita o in discesa. Mettersi a tavola dopo aver fatto un allenamento relativamente blando che consentirà comunque di inibire la voglia di mangiare ed al tempo stesso non avrà fatto affaticare più del dovuto l’organismo.
Ok quindi ai piacere della tavola, ma mi raccomando utilizzate la corsa con giudizio e razionalizzazione, solo così potrà esservi utile altrimenti potrebbe aggravare i danni degli eccessi della tavola. Buon appetito !

Fulvio Massini (www.fulviomassini.com )

 
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