
Creosoto dei Monty Pyton...
deve essere un aiuto a
ritrovare certi tipi di equilibri che possono, talvolta essere
stravolti per vari motivi.
Iniziamo ad analizzare vari casi indicandone la soluzione più appropriata.
1)
Mangio quanto voglio e cosa voglio tanto poi vado a correre. E’ questo
un “classico”. Ci sono persone che seguono regimi alimentari piuttosto
rigidi per tutta la settimana poi arrivano, magari, nel w.e. mangiano
di tutto per poi “sciropparsi“ molti più km del solito inserendo
percorsi con salite e discese. Per assorbire gli alimenti di una
abbuffata non bastano poche ore, talvolta può trascorrere anche oltre
un giorno. La corsa richiede non solo impegno da parte dei muscoli
della gambe, ma di tutti i muscoli e di tutti gli organi. Infatti per
mantenere la postura durante la corsa è necessario lavorare con le
braccia, le spalle, addominali, dorsali. Digerire è una fatica anche se
di importanza vitale. E’ chiaramente un impegno molto gravoso per
l’organismo facilmente monitorabile indossando un cardiofrequenzimetro
e confrontando i valori di pulsazioni al minuto praticando altre
attività sportive di tipo aerobico a velocità costante con impegno
respiratorio leggero. Se andate in bici pedalando in pianura parlando
tranquillamente con il vostro compagno di gita, le pulsazioni al minuto
sono inferiori rispetto ad andare a correre con il vostro amico sempre
parlando tranquillamente. Il lavoro che devono fare gli organi per
creare le condizioni affinchè grassi e zuccheri in presenza di ossigeno
possano essere utilizzati per dare l’energia necessaria è indubbiamente
molto elevato.
Il voler “strapazzare” l’organismo dopo una mega
mangiata con un mega allenamento è un errore che crea solo
affaticamento ulteriore agli organi della digestione e non consente di
ottimizzare la prestazione durante la corsa. Avviene infatti “un furto
di sangue” dagli organi della digestione verso muscoli con il risultato
finale abbastanza prevedibile ovvero: peggioramento della digestione,
eccesso di affaticamento durante la corsa, evidenziabile spesso anche
nelle ore successive. In sintesi è questo il caso in cui correre serve
a star male e non a star bene. La potremo definire, giusto per fare una
battuta, “la sindrome delle feste natalizie” perché è un fenomeno
facilmente riscontrabile proprio in questo periodo dell’anno. Cosa
fare. Dopo una bella mangiata è certamente sbagliato anche sdraiarsi e
fare una pennichella, quindi se possibile dovrebbe essere fatta prima
di tutto una passeggiata di almeno una mezz’oretta. A pensarci bene
anche dopo cena è possibile andare a fare 4 passi con i commensali a
parlare del più o del meno.