Il
sogno di ogni corridore è quello di poter correre più velocemente
possibile per più tempo possibile. A dirlo, pensarlo e sognarlo sembra
veramente facilissimo, ma farlo è molto più complicato...
Per
diventare un podista o meglio, un atleta specialista delle lunghe
distanze, prima di tutto è necessario imparare a correre a lungo
relativamente lentamente. Successivamente occorre programmare dei
tratti a velocità più elevata, magari intervallati da altri di corsa
lenta. Solo in questo modo, fornendo stimoli sempre nuovi
all’organismo, si può pensare di progredire nella performance.
In
questo articolo andremo a vedere come è possibile velocizzarsi sulla
mezza maratona e le gare brevi (21,097 km), distanza quanto mai in auge
in questo periodo dell’anno.
Dunque, tornando alla mezza, quello
che si deve fare è fornire al fisico uno stimolo adatto a migliorare la
velocità di riferimento (VR) - anche detta soglia anaerobica o soglia
del lattato – corrispondente alla velocità di deflessione ottenuta con
il test di Conconi o, più semplicemente, alla media al km di una gara
(o di un test al massimo delle tue capacità) sui 12-14 km o sull’ora di
corsa.
Gli allenamenti che sto per proporti sono pensati per
farti migliorare l’utilizzo dell’ossigeno e, di conseguenza,
consentirti di correre alla più alta velocità possibile. Sono in fatto
in grado di stimolare nelle cellule dei muscoli un aumento del numero
dei mitocondri, le centraline energetiche dove l’ossigeno si lega con i
grassi o i carboidrati per sintetizzare il “carburante” da bruciare
durante la corsa, ovvero l’ATP (acido adenosintrifosforico).
Maggiore
è la quantità di ossigeno utilizzata in un minuto dal muscolo per
produrre energia utilizzando carboidrati e grassi (VO2max), maggiore è
la velocità che può essere mantenuta per lunghi periodi di tempo o per
lunghi tratti di strada.
Più aumenta la VO2 max, più diminuisce
la quantità di lattato prodotta correndo a ritmi inferiori alla
velocità di riferimento e aumenta la velocità di smaltimento del
lattato. In pratica, i mezzi di allenamento per abituarsi a
correre forte e veloce sulle lunghe distanze sono costituti dalle prove
ripetute con recupero di corsa.
Più elevato è il livello
dell’atleta, più elevata - relativamente alla distanza - deve essere la
velocità della corsa durante il recupero. Ma eccoti una serie di esempi
che ti chiariranno meglio le idee.
Per esprimerti al meglio
nelle mezze maratone e le gare brevi ti consiglio d’inserire nel tuo
piano di allenamento delle prove ripetute di 1.000, 2.000 e 3.000 metri
(1 km, 2 km, 3 km), da correre a una velocità di poco superiore alla
VR. Il recupero dev’essere eseguito correndo per 2-3 minuti alla tua
velocità del lento (il lento si corre in genere a una velocità di 40-50
secondi al km più lenta rispetto alla VR). Nella tabella qui sotto sono
indicate il numero e le velocità consigliate per le diverse prove.
Sulla base di quanto indicato, se ad esempio hai una VR di 4’00” al km puoi correre:
a) 6-8 x 1 km a 3’54”, con recupero di 300 m in 1’11”-1’13”, oppure
b) 3-4 x 2 km a 7’54”, con recupero di 400 m in 1’48”- 1’50, oppure
c) 2-3 x 3 km in 11’54” con recupero di 500 m 2’15”- 2’16”
Come
variante a questo tipo di allenamento si possono inserire delle
variazioni di ritmo all’interno delle prove, facendo però attenzione a
mantenere inalterato il tempo finale. Ad esempio, nel nostro caso
l’allenamento “a”, può essere anche così impostato:
d) 6 x 1 km in
3’54” con variazione di ritmo (200 m in 46” + 200 m in 48” + 200 m in
46” + 200 m in 48”+ 200 in 46”), con recupero di 300 m in 1’11”-1’13”.
Questo
sistema è applicabile anche ai 2.000 e ai 3.000 metri effettuando
variazioni ogni 500 metri. In questo modo si insegna all’organismo a
smaltire durante la parte della prova un po’ più lenta, il lattato
prodotto durante la parte più veloce. Tra l’altro, è una soluzione
molto valida per chi ha difficoltà a cambiare velocità.
Ora che sai il segreto per correre sempre più forte, tocca a te. Buon divertimento!
Fulvio Massini (www.fulviomassini.com)
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